Primo insediamento paleolitico documentato d'Europa, fiorente città
sannita, capitale della Lega Italica, Municipium romano, tenace
oppositrice contro le truppe napoleoniche e piemontesi, medaglia d'oro
al valor civile per i bombardamenti subiti durante la seconda guerra
mondiale ed infine capoluogo di provincia. Isernia è una delle città di
riferimento dell'Alto Molise. Nonostante la sua storia sia stata sempre
legata al Regno delle Due Sicilie, Isernia si distacca culturalmente e
urbanisticamente da esso, poiché possiede numerose caratteristiche delle
città dell'Italia centrale.
Isernia è situata su una collina nel centro degli Appennini ed è
circondata dai monti del Matese a sud e dalle Mainarde a nord. La zona è
ad altissimo rischio sismico perché è circondata da zone dove questa
attività è molto intensa.
Il territorio che circonda la città è caratterizzato da rocce
travertiniche, colline ripide e boschi fittissimi.È collocata sul fianco
di una collina, che separa due corsi d'acqua di dimensioni modeste: il
Carpino ed il Sordo che confluiscono nel fiume Cavaliere, affluente del
Volturno.Il Carpino probabilmente deve il suo nuovo nome alla valle in
cui scorre, la "valle caprina"; fu infatti chiamato prima Caprimo e poi
divenne Carpino.Il suo vecchio nome, Gianocanense, proviene dal dio
pagano Giano e da canere, verbo latino che significa cantare. Nel libro
Res Publica Aeserninorum si può leggere:
Il Sordo, invece, ha acquisito il nome dal suono cupo (sordo, appunto)
delle sue acque. In antichità era denominato Giovinale (o San
Giovinale), poiché dedicato al dio pagano Giove.
La parte più a nord della città, anche se più alta rispetto alla parte a
sud, è situata in un terreno quasi pianeggiante ma molto umido in
quanto è ricco di sorgenti acquitrinose (vi è presente anche la sorgente
del fiume Sordo).
Storia
L'area dove oggi sorge Isernia è stata abitata dall'uomo sin dall'era paleolitica:
i primi insediamenti, infatti, risalgono ad almeno 700.000 anni fa.
Anche le origini dell'agglomerato urbano sono molto antiche, ma non se
ne può ancora definire una data certa.
La città fu sotto il dominio Sannita fin dal V secolo a.C. Grazie alla
sua posizione strategica, il suo controllo fu uno dei punti cruciali
durante le guerre sannitiche.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture Religiose
- La Cattedrale di San Pietro si trova in piazza Andrea d'Isernia e
sorge su un antico tempio pagano italico del III secolo a.C.; è
dedicata a San Pietro Apostolo.
- LEremo dei santi Cosma e Damiano, come la cattedrale, è stato
costruito su un antico tempio pagano. Notizie certe della sua
costruzione si anno a partire dall'anno 1130.
- La Chiesa di San Francesco fatta costruire nel 1222 da San Francesco.
- La Chiesa di Santa Chiara costruita nel 1275.
- Il Monastero di Santa Maria delle Monache costruito intorno
all'anno mille, ha ospitato le monache dell'ordine benedettino. Nelle
sue stanze sono presenti il Museo Nazionale, la Biblioteca Comunale di
Isernia e parte del Museo Paleolitico di Isernia.
- LArco di San Pietro è il campanile della Cattedrale, costruito 1349 collega la chiesa con il palazzo dell'università.
- La Chiesa di San Giuseppe lavoratore costruita nel 1993 nel rione San Lazzaro, il più popoloso della città.
- La Chiesa di San Pietro Celestino fondata nel 1623 insieme al monastero adiacente, andato distrutto.
- La Chiesa dell'Immacolata Concezione sede della Confraternita di San Pietro.
- La Chiesa di Santa Maria Assunta di recente costruzione nella parte nuova della città.
- La Parrocchia Sacro Cuore costruita nel 1948 e che comprende il monastero dei frati cappuccini.
Architetture Civili
- La Fontana della Fraterna, annoverata fra le fontane monumentali
d'Italia per la sua mirabile struttura architettonica, la Fontana
Fraterna è una delle opere più significative e più importanti della
città di Isernia.
- L'Acquedotto romano di Isernia è un acquedotto di origine romana
scavato nelle rocce travertiniche nel sottosuolo della città ed è
tutt'oggi funzionante.
- Acque Sulfuree: è presente, in contrada Acqua Sulfurea, uno
stabilimento termale risalente ai tempi dei romani, e in disuso ormai da
molto tempo. Nello stabilimento è presente una fontana di acqua
sulfurea tutt'oggi attiva. Recentemente - a seguito di una ancora
parziale ristrutturazione del sito ad opera dell'amministrazione
comunale - c'è stata una rivalorizzazione del luogo, anche grazie a
delle organizzazioni giovanili che hanno organizzato serate, musicali e
non, per attirare i giovani isernini nel posto.
- Palazzo D'Avalos-Laurelli edificato nel 1694 ad opera del principe Diego D'Avalos.
- Palazzo San Francesco costruito nel 1222 da San Francesco.
- Palazzo De Lellis-Petrecca, risalente a circa la metà del
settecento, è un'opera vanvitelliana fatta costruire da Ferdinando II di
Borbone.
- Palazzo Jadopi risalente al XVIII secolo, fu testimone dell'impiccagione di alcuni garibaldini.
- Palazzo Pecori Veneziale uno dei più belli della città, fu costruito nel XVIII secolo dal marchese Pecori.
- Palazzo Orlando, situato nella zona nuova della città, è una delle sedi dell'università degli studi del Molise.
- Palazzo Pansini-Clemente edificato tra la fine dell'Ottocento e
l'inizio del Novecento sulla chiesa dell'Annunziata, andata distrutta.
- Palazzo dell'Università è un'altra sede dell'Università degli
studi del Molise; costruito sulla vecchia chiesa di San Paolo, è
collegato alla cattedrale attraverso l'arco di San Pietro.
- Viadotto Santo Spirito: notevole viadotto che consente alla rete
ferroviaria di servire il centro di Isernia. Distrutto nei
bombardamenti alleati del 1943, venne ricostruito nella forma attuale.
Consiste in due serie di piccoli archi separate da un arco di notevoli
dimensioni.
- Il ponte Cardarelli, già viadotto La Prece
Altro
- Monumento ai Caduti della Prima guerra mondiale, collocato nel
Parco della Rimbembranza e costruito dal mastro scalpellino Camillo
Centuori, il monumento è dedicato alle vittime della Prima guerra
mondiale; è formato da sei colonne con capitelli corinzi, che sorreggono
una struttura circolare sulla quale sono scolpiti i nomi delle vittime
della Grande Guerra ed i sei fiumi protagonisti della vittoria italiana.
- Statua alle vittime del X Settembre, situata in Piazza X
Settembre, la statua delle vittime del X Settembre rappresenta una
figura maschile bronzea tra le macerie, che si ripara dai bombardamenti
aerei.
- L'Incontro (Piazza della Repubblica). Nel 1998, in Piazza della
Repubblica, fu posta una scultura in pietra lavorata del maestro Pietro
Cascella, denominata "L'incontro". L'opera rappresenta l'anima di
Isernia, fondata su un incontro di più strade e quindi di culture
diverse.
- Le leonesse di marmo: in piazza Andrea D'Isernia era presente
una fontana nel XVI secolo. Di questa fontana rimangono soltanto quattro
leonesse di marmo. Due di queste sono state posizionate all'ingresso
sud dell'attuale villa comunale. Altre due giacciono in un deposito
comunale (ritrovate casualmente da un operaio dello stesso comune) e da
almeno un decennio attendono di essere ricollocate.
- Terminal Francesco Martino: Il terminal per gli autobus urbani
ed extraurbani, costruito nei primi anni 2000 vicino la stazione
ferroviaria, è stato intitolato a Francesco Martino, il ragazzo di
Isernia morto in un incidente ferroviario sulla tratta Roma-Campobasso
nei pressi di Roccasecca il 20 dicembre 2005.
- Mura Ciclopiche: il centro storico di Isernia (cioè la parte
della vecchia colonia latina) era circondato da mura ciclopiche (oggi
visibili solo in alcuni punti) risalenti al terzo secolo a.C. circa. Le
mura circondavano l'area della cittadella fortificata sul tracciato
delle quali nel Medioevo furono innalzate delle torrette di guardia
circolari ancora oggi perfettamente visibili. L'area delle mura
ciclopiche va dalla zona della Chiesa di San Pietro Celestino ed arriva
all'altezza dell'attuale piazza Celestino V dove è situata la Fontana
Fraterna davanti alla quale sono state recentemente scoperte resti delle
suddette mura. Altri resti sono stati scoperti durante il restauro di
un locale adibito a ristorante adiacente piazza Celestino V.
Aree Naturali
- Valico del Macerone (684m sldm) situato nella zona nord della
città. In passato collegava Isernia con Forli del Sannio e Castel di
Sangro (ora è stata costruita un'arteria autostradale) ed è molto
conosciuto soprattutto per gli amanti del ciclismo e degli escursionisti
in moto. Anche se il valico vero e proprio è presente nel comune di
Isernia, con il termine 'Macerone' si intende di solito tutta la strada
che arriva fino alla piana delle cinque miglia a Roccaraso. Nel 1921 in
una tappa del giro d'Italia, Costante Girardengo sui tre chilometri
devastanti con pendenze sino al 14% del 'Macerone', scese dalla
bicicletta e tracciò una croce sulla polvere della strada sussurrando
"Girardengo si ferma qui!" con voce stremata, per poi abbandonare la
corsa.
Musei
Nella città sono presenti due musei molto importanti:
- Il Museo Nazionale di Santa Maria delle Monache
- il Museo Paleolitico di Isernia
Cucina
I prodotti tipici della zona, per quanto riguarda i prodotti della natura, sono:
- il tartufo molisano, in particolare quello bianco, di cui ne è
ricca l'intera provincia, si stima infatti che contribuisca alla
produzione nazionale con una quota di mercato del 40%.
- la cipolla di Isernia detta anche di San Pietro: tonda,
schiacciata e di dimensione notevole (ogni cipolla pesa circa dai 100 ai
300g). Famosa anche la varietà Majorina, più piccola e precoce. È molto
importante nella tradizione isernina sia in campo medico, perché veniva
usata per la cura delle cisti e duroni ai piedi, sia dal punto di vista
della preparazione di piatti tipici come la frittata di cipolle.
Per quanto riguarda i piatti tradizionali, sono da ricordare "Sagne e
fagioli", "ru macche" (polenta con fagioli), "i frattaruoli" (tocchetti
di polenta con salsiccia), "la pezzata" (carne di pecora cucinata a
fuoco lento), "l'abbuoto" (interiora di agnello avvolte in budella), "ru
sciarone" (mezzelune di pasta ripiene di uova e formaggi).I tipi di
pasta fatta in casa più comuni sono "Le taccunelle", "le laianelle", "i
fusilli", "le recchietelle", "i raviuoli", "i cavatiegli" (con
abbondante formaggio pecorino e ragù).
In zona si producono anche molti vini, perlopiù produzioni casalinghe, tra i quali:
- Pentro di Isernia bianco
- Pentro di Isernia rosso
- Pentro di Isernia rosato
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