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Punto di interesse pubblicato il 2010-10-13, da 3DGIS Software Solutions
Celebre città d'arte ricca di storia e monumenti, è un rilevante polo culturale ed economico e meta di numerosi turisti e studenti. È sede di una delle più antiche Università degli Studi della penisola.
Perugia è una città dell'Italia centrale, capoluogo dell'omonima
provincia e della regione Umbria. Sorge su un colle, nella valle del
Tevere.
Celebre città d'arte ricca di storia e monumenti, è un rilevante polo
culturale ed economico e meta di numerosi turisti e studenti. È sede di
una delle più antiche Università degli Studi della penisola (fondata nel
1308), oltre che della maggiore Università per stranieri d'Italia.
Perugia si adagia su un'acropoli collinare che sorge all'altezza media
di circa 450 . Nel punto più alto, Porta Sole, l'altezza è di 493 m
s.l.m., caratteristica che ne fa la città italiana più popolata fra
quelle poste (altitudine della casa comunale) ad un'altitudine superiore
ai 250 metri sul livello del mare. Il centro storico si sviluppa
intorno a questo punto, in parte cinto dalle antiche mura etrusche e
medievali; il resto del territorio cittadino scende tutto intorno fino
ai 280 m s.l.m. della valle di Pian di Massiano. Il territorio comunale,
invece, arriva ai 170 m s.l.m., toccati nei pressi del corso del fiume
Tevere, che ne segna i confini sud con il territorio di Torgiano.
Perugia sembra costruita su una sola collina, ma in realtà sono due: il
colle del Sole e quello dei Landoni. La massima depressione tra le due
alture si estende dal fosso di Santa Margherita, a est, al fosso della
Cupa, a ovest. In epoca etrusca si scelse quest'area in quanto ricca
d'acqua, ma presto ci si accorse che il terreno era anche piuttosto
franoso.
A nord, i rilievi di monte Tezio e monte Acuto la separano dal comune di
Umbertide, mentre un lembo di territorio arriva a toccare, all'estremo
occidentale, le alture che circondano il lago Trasimeno. Ad est, infine,
i primi contrafforti collinari dell'Appennino Umbro-Marchigiano la
tengono in contatto con i territori del comune di Assisi e Gubbio.
I primi insediamenti di cui si è a conoscenza nel territorio
risalgono ai secoli XI e X a.C., con la presenza di villaggi nei pressi
delle falde dell'altura perugina ed a partire dal secolo VIII anche
sulla sommità del colle dove sorgerà la città. Il rapido sviluppo di
Perugia è favorito dalla posizione dominante rispetto all'arteria del
fiume Tevere e dalla posizione di confine tra le popolazioni Etrusche ed
Umbre.
Il vero e proprio nucleo di Perugia si forma intorno alla seconda metà
del VI secolo a.C., e dalla disposizione delle necropoli etrusche
abbiamo una testimonianza indiretta dell'espansione del primo tessuto
urbano. Perugia diventa in breve una delle più importanti città etrusche
e una delle 12 lucumonie, dotandosi successivamente (IV secolo a.C.) di
una poderosa cinta muraria, ancor oggi visibile.
Con la battaglia di Sentino (295 a.C.), Perusia e gran parte
dell'Umbria entrano nell'orbita romana, pur conservando la propria
lingua (l'uso dell'etrusco è documentato in città fino a tarda età
repubblicana), ed una limitata autonomia municipale. La città si
mantenne fedele a Roma durante la II guerra punica dando rifugio ai
romani dopo la tragica sconfitta nella Battaglia del Lago Trasimeno nel
217 a.C.
È solo a partire dal I secolo a.C., in seguito alla Guerra Sociale, che
Perugia si integra pienamente nello stato romano, con la concessione
della cittadinanza (89 a.C.). La città è uno degli scenari della Guerra
civile tra Ottaviano e Marco Antonio, e viene incendiata nel 41 a.C.
durante il Bellum Perusinum. L'imperatore Augusto ricostruisce qualche
anno più tardi la città permettendole di fregiarsi del titolo di Augusta
Perusia. Perugia, rimodellata secondo stilemi romani, si espande anzi
ulteriormente, pur mantenendo, nel suo nucleo centrale, l'assetto viario
etrusco.
In età imperiale la città si sviluppò ben oltre la cinta etrusca. Nella
seconda metà del III secolo l'imperatore Vibio Treboniano Gallo,
perugino d'origine, dà alla città lo ius coloniae.
Importante centro di collegamento tra la via Amerina e la Flaminia,
nel 493 Perugia viene conquistata dagli Ostrogoti di Teodorico. Nel 537
le truppe bizantine di Belisario si scontrano con quelle Ostrogote di
Vitige proprio nei pressi di Perugia. Nel 548 Totila espugna dopo un
lungo assedio la città ed uccide il vescovo Ercolano. Con la fine degli
Ostrogoti e sino all'VIII secolo la città resterà sotto il dominio
bizantino, eccettuati due brevi periodi di occupazione da parte dei
longobardi sul finire del VI secolo.
A partire dalla seconda metà dell'VIII secolo Perugia e il suo
territorio entrano nella sfera di influenza del Papato, a sua volta
vincolato in vario modo all'Impero Carolingio, e sono retti nei due
secoli successivi da un Governo vescovile.
Nel 1139 si ha la prima attestazione del Governo dei Consoli e della
nascita del Comune. Agli inizi del XII secolo il potere è diviso tra i
Consoli, un'assemblea generale (lArengo), ed un consiglio minore. Nella
seconda metà del secolo Perugia ha un'ampia sfera d'influenza nel
contado circostante, avendo espanso i propri territori verso Gubbio e
Città di Castello a nord, e verso Città della Pieve, il lago Trasimeno e
la Val di Chiana a ovest-sudovest. Nel 1198 la città accetta la
protezione di Innocenzo III, rimanendo costantemente guelfa. Nel 1286
vengono contate ben 41 arti.
Negli anni fra Duecento e Trecento, il Comune attua un imponente
sviluppo urbano: è il periodo del governo mercantile, esercitato dai
Priori, eletti fra gli iscritti alle arti, e con sede nel Palazzo dei
Priori (XIII-XV secolo). Nel 1308 viene istituita l'Università, mentre
nel 1342 viene redatto lo Statuto in volgare. Nonostante la peste nera e
le sue vittime, Perugia dà ancora delle prove di forza nel 1352 e nel
1358, quando sconfigge prima Bettona, distruggendola, e poi Siena e
Cortona (Battaglia di Torrita).
Nel 1370 Perugia ritorna sotto la Chiesa a causa della sconfitta
nella guerra contro Urbano V. A causa delle lotte interne e del
tentativo di sottrarsi al dominio papale, si succedono diverse signorie
(Michelotti, Visconti, Fortebracci); proprio con Braccio Fortebracci da
Montone si realizzarono importanti opere pubbliche come, ad esempio, la
residenza di Braccio in piazza, della quale rimangono solo le logge, o
il Sopramuro. Assumerà forme di Signoria anche il dominio sulla città
della famiglia Baglioni, tra il 1438 e gli inizi del XVI secolo.
Nel XV secolo e nei primi decenni del secolo successivo, la città si
impone come un importante centro artistico (basti pensare al
Pinturicchio e al pievese Perugino) e culturale (fra i tanti che
riceveranno la propria formazione a Perugia ci saranno anche il grande
Raffaello Sanzio e Pietro Aretino).
Nel 1540, a seguito di una sfortunata guerra contro Paolo III Farnese,
la città perde le sue libertà civiche e la sua secolare autonomia e
passa nuovamente alle dirette dipendenze dello Stato della Chiesa che
obbliga la cittadinanza a costruire l'imponente Rocca Paolina, dove si
insedia una guarnigione pontificia.
A partire dalla metà del XVI secolo e fino al momento della sua
ricongiunzione all'Italia (1860), Perugia vivrà un lungo periodo di
stagnazione demografica e economica, omologandosi al resto delle
province pontificie. Purtuttavia, sotto il profilo architettonico e
artistico, la città continuerà ad arricchirsi di edifici di pregio e ad
avvalersi dell'opera di una serie di esecutori di alto livello
professionale. Sono di questo periodo molte delle residenze patrizie che
al giorno d'oggi abbelliscono Perugia (fra cui i palazzi Donini, Della
Penna, Gallenga-Stuart e Conestabile della Staffa) e alcune prestigiose
chiese barocche, prima fra tutte quella dedicata a San Filippo Neri.
Il 20 giugno del 1859 si consumano le cosiddette "stragi di Perugia",
perpetrate dai reggimenti svizzeri inviati da Pio IX contro i patrioti
cittadini che si erano ribellati al dominio dello Stato della Chiesa.Il
14 settembre 1860 le truppe piemontesi, 15.000 uomini al comando del
generale Fanti, riescono a penetrare nella cittàIl punto in cui le
truppe piemontesi riuscirono a penetrare nella cerchia muraria della
città è l'arco che si trova fra via XIV Settembre e via Snella. Accanto
all'arco una lapide ricorda l'episodio, e la via sottostante l'arco,
infatti, ha preso il nome proprio di via XIV Settembre in memoria della
storica giornata. Un'altra via, a ridosso del centro storico di Perugia,
è stata intitolata al generale Manfredo Fanti che nell'occasione
comandava le truppe. e a conquistarla, dopo aver costretto alla
resa l'ultima guarnigione di soldati svizzeri asserragliata nella Rocca
Paolina. In seguito quindi alla battaglia di Castelfidardo (18
settembre), tutti i territori di Umbria e Marche si ricongiungono al
nascente Regno d'Italia, annessione che verrà quindi ufficializzata con
il plebiscito del 4 novembre 1860.
Dopo l'Unità d'Italia, il nuovo Stato italiano privilegerà proprio
Perugia come capoluogo di una vastissima provincia, che si estende fino
alla Sabina. Solo qualche decennio dopo, negli anni venti del XX secolo,
tale territorio verrà ridimensionato: Perugia resta il capoluogo della
regione, ma vengono sanciti il passaggio della Sabina al Lazio, e la
costituzione della nuova provincia umbra di Terni, determinando così il
definitivo assetto geografico e amministrativo della regione Umbria,
tuttora vigente.
Nel 1922 da Perugia parte la Marcia su Roma.
Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca
e della Repubblica Sociale Italiana, le operazioni clandestine di
soccorso agli ebrei perseguitati sono coordinate a Perugia da don
Federico Vincenti (1885-1955), parroco della chiesa di Sant'Andrea a
Porta Santa Susanna, in collegamento con padre Aldo Brunacci e la
DELASEM di Assisi. Per questo impegno di solidarietà, il 16 luglio 1997,
l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito a don Federico
Vincenti l'alta onorificenza dei giusti tra le nazioni.Israel
Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non
ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45 (Mondadori: Milano 2006),
pp.237-38.
Il 20 giugno 1944, pochi giorni dopo l'abbandono della zona da parte dei
soldati tedeschi, entrano in città, da Porta San Pietro, le truppe
alleate britanniche.
Il 24 settembre 1961, promossa dall'intellettuale antifascista Aldo
Capitini, venne organizzata la prima Marcia per la pace Perugia-Assisi.
La Fontana Maggiore (1275-1278) è uno dei principali monumenti della città e di tutta la scultura medievale.
È costituita da due vasche marmoree poligonali concentriche sormontate
da una tazza bronzea. Le due vasche poligonali concentriche sono
decorate a bassorilievi finemente scolpiti da Nicola e Giovanni Pisano:
in quella inferiore sono rappresentati i simboli e le scene della
tradizione agraria e della cultura feudale, i mesi dell'anno con i segni
zodiacali e le arti liberali, la bibbia e la storia di Roma; in quella
superiore sono raffigurati nelle statue poste agli spigoli personaggi
biblici e mitologici.
Perugia possiede due cinte murarie: le mura etrusche sorsero tra il IV ed il III secolo a.C. e furono costruite in modo piuttosto unitario; la seconda cerchia di mura, di età medievale, raggiunse lo sviluppo di circa 6 km ed inglobò i borghi creatisi in corrispondenza delle cinque antiche porte.
File:IMG 0835 - Perugia - Piazza IV novembre - Foto G. Dall'Orto - 6 ago 2006 - 01.jpg|Cattedrale di San Lorenzo.Immagine:S Angelo pg.jpg|Tempio di Sant'Angelo.Immagine:Perugia 082.JPG|Oratorio di San Bernardino.File:Perugia San Filippo Neri Fresco.jpg|San Filippo Neri, affreschi
I dolci tipici sono il torcolo di San Costanzo, a forma di ciambella con pinoli, uvetta e canditi, e la ciaramicola, un torcolo con mollica rosata e crosta meringata bianca.
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