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Tutto pronto per l’evento speciale “Un Teatro da Gustare” di Anice Verde che si terrà alle ore 21, sabato 26 febbraio in via salaria 3 a Corato con lo chef Paolo Dalicandro.
Dal 25 al 27 marzo 2011 torna la rassegna gastronomica Azzurro come il pesce. Tanti i punti di ristoro dove poter gustare l’ottima qualità del pesce azzurro dell’Adriatico proposto secondo tradizione.
Alla Rocca di Gradara il “maghetto” più famoso del mondo e i protagonisti di tante fiabe. Una sorprendete mostra ci conduce nel mondo incantato della disegnatrice che ha dato un volto a Harry Potter.
Sabato 20 novembre, a Gradara una notte all'insegna della musica e della cultura.
Punto di interesse pubblicato il 2010-09-30, da 3DGIS Software Solutions
Comune fra i più estesi del Piceno, dista circa 6 km dal mare Adriatico, in una zona ad alta concentrazione demografica che include anche i centri litoranei di Porto San Giorgio e Porto Sant'Elpidio e la cosiddetta area calzaturiera.
Fermo sorge alle pendici del colle Sabulo (319 m s.l.m.), dominato dalla mole della Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta; dista 6 km da Porto San Giorgio e 40 km da Macerata. È praticamente equidistante da Ascoli Piceno (67 km) e da Ancona (68 km).
La città si presenta oggi divisa in due parti: la parte storica, cresciuta attorno e sulla sommità del colle Sabulo, rimasta quasi intatta nei secoli con il suo splendido aspetto medioevale, ed una parte nuova.
Il territorio di Fermo, esteso per 124 km quadrati, interclude
interamente sul versante orientale il territorio di Porto San Giorgio. È
delimitato a sud dal fosso San Biagio e dal crinale che attraversa la
località Madonna Bruna, ed a nord dal fiume Tenna, con diverse aree
oltre il fiume (es. Campiglione, Villa San Claudio).
Fermo ha 5 km di litorale a sud di Porto San Giorgio (località Marina
Palmense) e 4 km di litorale a nord (località Lido di Fermo, Casabianca e
Lido San Tommaso).
Alcune aree comunali sono exclave: Boara (confinante a nord con
Montegiorgio, a sud con Belmonte Piceno e Grottazzolina, e ad est con
Magliano di Tenna) e Gabbiano (confinante a nord con Mogliano e
Francavilla d'Ete, a sud con Massa Fermana e ad est con Montegiorgio;
sul lato di Mogliano, questa isola geografica confina con la provincia
di Macerata).
Il territorio è punteggiato di abitazioni, secondo l'uso dell'economia
agraria mezzadrile, che prevedeva la presenza di una famiglia colonica
su ogni appezzamento di terreno anche se formato da pochi ettari.
Scavi archeologici condotti a Fermo, in tre distinte aree, hanno
restituito materiale funerario risalente sino ai secoli IX-VIII avanti
Cristo, appartenente alla tipologia proto-etrusca, tanto che gli
studiosi hanno definito l'area di Fermo una isola culturale
villanoviana. Colonia romana nel 264 a. C., Fermo partecipa a varie
campagne di guerra, ed i suoi abitanti ottengono la cittadinanza romana
nel 90 a.C.Annessa al regno longobardo, e poi Libero comune nel 1199,
conobbe successivamente l'avvicendamento di diverse signorie. Divenne il
centro ed il capoluogo della "Marca fermana", un'ampia area che si
estendeva dal Musone ad oltre Vasto (Chieti) e dagli Appennini al mare.
Nel periodo napoleonico, fu capoluogo del Dipartimento del Tronto, uno
dei tre Dipartimenti in cui erano divise le Marche - gli altri
Dipartimenti erano quelli del Metauro con capoluogo Ancona e del Musone
con capoluogo Macerata - a cui erano soggette Ascoli ed inizialmente
anche Camerino.
Nel 2004 è stata istituita la Provincia di Fermo.
Diverse sono le fontane storiche presenti a Fermo:
Un'area verde è collocata presso il Girfalco o Girone, nel punto più
alto del colle sabulo, ove sono presenti il Duomo e la Villa Vinci (dal
Cinquecento al 1820 convento dei Cappuccini), con diversi punti
panoramici.
Altro parco pubblico all'interno di Villa Vitali, struttura di proprietà comunale in viale Trento.
Di più recente istituzione un'ampia area attrezzata, denominata Parco della Mentuccia.
Le Cisterne romane sono un'opera edilizia ipogea di epoca augustea (40
d.C.), della superficie di circa 2.000 metri quadrati divisi in 30
camere in 3 file parallele, realizzate allo scopo di accumulare acqua.
Ancora ottimo è lo stato di conservazione. Sono tutt'ora visitabili.
La piazza del Popolo è il salotto della città, tra due ampie file di logge.
Sulla piazza si affaccia il Palazzo dei Priori, sede di rappresentanza
del Comune che ospita anche la pinacoteca comunale. All'interno vi è la
Sala del mappamondo.
Il centro storico di Fermo è delimitato da una cinta muraria
quattrocentesca, di epoca sforzesca, in parte ancora visibile, munita di
torri rompitratta e porte di accesso.
Il castello di Fermo è invece stato definitivamente smantellato nel Quattrocento.
La statua più significativa è quella in onore di Sisto V, vescovo di Fermo, sulla loggia centrale del palazzo dei Priori.
Altre statue sono dedicate ad Annibal Caro (nel cortile del teatro dell'Aquilia) ed a Giacomo Leopardi (via omonima).
Dal Girfalco o Girone, dal punto più in alto della collina, si apre una
ampia vista:di 180° verso il litorale, a nord verso Macerata e a sud
verso Monterubbiano.Straordinario il panorama goduto da Torre di Palme,
frazione di Fermo a sud della città a picco sul mare.
Nel sottosuolo di Fermo è presente una vasta rete di cunicoli, alcuni
dei quali di epoca romana e medieovale, con funzione di opera di
protezione del suolo mediante drenaggio/captazione delle acque Spagnoli-Monelli, Pozzi e cunicoli romani e medioevali di Firmum Picenum, Fermo, 1999.
Nella periferia di Fermo sono state individuate e parzialmente scavate
tre grandi necropoli: in contrada Mossa verso est, in contrada
Misericordia e Solfonara verso ovest. L'epoca di riferimento più
significativa di queste necropoli è quella proto-villanoviana (dal IX al
VII sec. a. C.). Le aree sono state ricoperte, ed i reperti sono in
gran parte parte esposti al Museo archeologico nazionale di Ancona ed in parte nella sezione archeologica "Dai Villanoviani ai Piceni", in deposito presso il Palazzo dei Priori.
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