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Itinerario "Il Cammino Per Grazia Ricevuta" pt.1

Itinerario "Il Cammino Per Grazia Ricevuta" pt.1

Itinerario pubblicato il 2010-06-23, da IAT Recoaro Terme

Scrivere di itinerari religiosi per i turisti nella provincia di Vicenza, come del resto nell’Italia intera, è una impresa imponente e impossibile da sintetizzare perché tanti sono gli edifici religiosi così come numerosi sono i capitelli e gli eremi.

Santuario della Madonna dei Miracoli (Lonigo)
”Se credessi che questa Vergine Maria conoscesse quello che ho fatto, le darei dieci ferite!” Prese il coltello ancora con il sangue del terzo complice e colpì l’immagine all’occhio sinistro e al petto. Dalle ferite sgorgò sangue e il dipinto mutò sembianze: la Vergine disgiunse le mani e abbassato il capo, portò la mano sinistra sulla tempia ferita e la mano destra sulla cintura vicino al petto. Era il 1486. I due malviventi che si erano riparati nella vecchia Chiesa di S. Pietro per dividersi il bottino dopo l’uccisione del terzo compare, impauriti, fuggirono verso Verona, ma il misfatto e il prodigio furono subito scoperti dagli abitanti del luogo che denunciarono l’accaduto. In breve il luogo divenne meta di devozione e di pellegrinaggio. Si volle allora fare luce sul miracolo, e il Vescovo di Vicenza, Pietro Bruti, fece iniziare le indagini. Già nel 1492 il processo poteva dirsi concluso, sette testimoni ne avevano provato la veridicità: la Madonna non solo si era mossa, ma continuava ad operare miracoli rispondendo alle preghiere dei fedeli.
Gli ex-voto
Le 350 preziosissime tavolette ex-voto coprono il periodo che va dal 1486 fino al 1893 e testimoniano la pietà popolare in merito alle avvenute intercessioni. Nel 1997 è stato inaugurato un importante Museo degli ex-voto composto dalle tavolette dipinte, ma anche da catene, cuori e immagini in lamina argentata per lo più donazioni di fedeli di ceto umile, anche se non mancano donazioni più importanti avvenute nel 1500 e 1600.
Custodi
L’attuale Santuario sorge sull’antica Chiesa di S.Pietro Lometense o in Lamentese di cui non si conosce esattamente l’origine. Sembra che tra il X e XI secolo i monaci benedettini vi avessero costruito un monastero che dipendeva dall’Abbazia di Santa Maria in Organo di Verona. Per questa ragione, dopo l’episodio del 1486, giunsero qui gli Olivetani, i benedettini bianchi riformatori provenienti da questa Abbazia. Ottennero di officiarla e costruirono, sulle rovine, un grande monastero ampliandolo fino ad avere di fatto ben 3 chiese: una votiva con l’immagine taumaturgica, una che funge da vestibolo e una più ampia e decorata per le grandi celebrazioni. Con la soppressione dell’ordine, la Chiesa divenne residenza privata per ritornare nel 1826, su insistenza dei fedeli, un centro devozionale mariano. Eretta a Parrocchia nel 1955, è officiata oggi dal clero diocesano. Grazie ad alcuni privilegi papali, celebra la festa annuale nella quarta domenica dopo Pasqua.
Informazioni architettoniche ed artistiche
Interessante anche sotto l’aspetto architettonico la visita a questo complesso religioso formato come abbiamo visto da tre differenti chiese inglobate nella stessa struttura. Nella cappella votiva è conservato l’affresco del Miracolo inquadrato in un’edicola di marmo rosso del periodo di Alvise Lamberti. All’epoca successiva appartiene invece la grata su cui poggia il triregno papale in ricordo dell’Incoronazione della Sacra immagine avvenuta, sembra, nel 1618. Il resto della decorazione è del periodo barocco. Preziose anche le formelle in legno intagliato e la volta a botte della cappella che esalta la figura di Maria nel momento della sua glorificazione. La visita prosegue con le Cappelle di Santa Scolastica e S. Francesca Romana. La navata centrale come l’abside ospitano affreschi, pale e gruppi scultorei di pregio.

Casa Natale di Santa Maria Bertilla Boscardin (Brendola)
La devozione popolare per questa umile suora della Congregazione delle Suore Dorotee di Vicenza la si può toccare con mano nella sua casa natale di Brendola, dove ancora oggi accorrono in molti a pregare nella piccola chiesetta costruita proprio a fianco della vecchia casa di contadini dove ha trascorso la prima giovinezza. Quando Pio XII la proclamò beata nel 1952, dopo il processo avviato nel 1925, egli pronunciò queste parole: “È un modello che non sgomenta… Nella sua umiltà ella ha definito la sua strada come “la via dei carri”, la più comune, quella del Catechismo. Non sono stati miracoli in vita, ma il suo esempio di vita ad originare il suo stesso culto”. Ha concluso la sua vita terrena il 20 ottobre del 1922 a soli 34 anni a causa di un tumore allo stomaco sospirando “Tutto è niente”. Dal profondo della sua povertà ed ignoranza, toccava con le sue opere e parole, le vette cui erano giunti solo i più alti mistici. Fu dichiarata Santa da Papa Giovanni XXIII, l’11 maggio del 1961. Soleva ripetere “A Dio tutta la gloria, al prossimo tutta la gioia, a me tutto il sacrificio”. Gli ex-voto Numerose le testimonianze di ex-voto che si riferiscono, in particolare, ad avvenute intercessioni per bambini a cui lei si era molto dedicata come infermiera.
Custodi
La Congregrazione delle Suore Dorotee custodisce con amore quello che è diventato il luogo di culto di Santa Bertilla a Brendola. L’organizzazione religiosa fu Istituita da Mons. Antonio Farina nel 1836. Oggi conta su 1.400 suore suddivise in 120 comunità in diversi parti del mondo oltre all’Italia, in Ecuador, Colombia, Brasile, India e Terra Santa.
Informazioni architettoniche ed artistiche
La casa natale della Santa è stata conservata pressoché intatta in tutti gli spazi dove vivevano in assoluta povertà lei e la sua famiglia. Ci si può misurare con le piccole porte delle case dei contadini di allora, gli stessi letti e utensili di tutti i giorni, compresi alcuni abiti civili e religiosi appartenuti alla Santa Suora.

Il Santuario di MonteBerico (Vicenza)
La Madonna apparve ad una contadina Vincenza Pasini il 7 marzo 1426 e il 1° agosto 1428. “Tutti coloro che con devozione visiteranno la chiesa nelle mie feste e in ogni prima domenica del mese, avranno in dono l’abbondanza delle grazie e della misericordia di Dio e la Benedizione della mia stessa mano materna” (Processus, f. 2r). Fin dai primi giorni delle apparizioni e mentre ancora si stava costruendo la Chiesa come chiesto dalla Madonna per liberare la popolazione dalla peste, il luogo diventò meta di pellegrinaggi fino a farla diventare, ancora oggi, una fra le più importanti della fede mariana nel mondo.
Gli ex-voto
Le richieste di intercessioni sono ancora oggi numerose e fortissimo è il legame dei vicentini e non solo al Santuario mariano come testimoniano i numerosi ex-voto raccolti in un importante Museo dove si trovano anche pezzi storici dal quattrocento al novecento e fino ai giorni nostri.
Custodi
Il servizio religioso del Santuario venne affidato dal Comune ai religiosi dell’Ordine di S. Brigida con una convenzione del 2 novembre del 1429. A fine maggio 1435 i frati di S. Brigida dovettero lasciare il Santuario per decisione di Papa Eugenio IV, che con Bolla del 18 marzo 1435 imponeva loro di riprendere la Regola primitiva e di ritornare all’impostazione storica in cui era sorto il loro Ordine. La magnifica Comunitas Vicentiae che si era riservata per convenzione lo jus patronatus su Monte Berico, il 31 maggio 1435 dava in possesso la chiesa e il convento ai Servi di Maria. Il giorno seguente, il Vescovo di Vicenza, Francesco Malipiero, ne dava l’investitura nella persona di Fra Antonio da Bitetto, il quale accettava a nome dei suoi confratelli che ancora oggi si trovano nel Santuario.
Informazioni architettoniche ed artistiche
La chiesa gotica, a ponente del complesso, venne costruita in appena 3 mesi, con il concorso del popolo, fatto convinto dalla prodigiosa liberazione dalla peste che durava da quasi un quarto di secolo. L’attuale facciata non è quella originaria, perché un radicale rinnovamento, operato nel 1860, ne ha appesantito l’aspetto. La chiesa seicentesca è opera dell’architetto vicentino Carlo Borella, iniziata nel 1688 e terminata nel 1703. Anche questa imponente opera venne eseguita per volere della città di Vicenza, quale segno ed espressione del continuo legame di fede tra i cittadini e la Madonna. All’esterno l’architettura si ripete identica nei tre lati, a oriente, settentrione e ponente. Tre ampie gradinate simmetriche introducono alla chiesa che, maestosa ed incisiva nelle sue masse e nelle sue numerose statue, lancia in alto a corona delle tre fonti la sua cupola aerea, donando all’edificio una spiccata snellezza. Da non perdere la visita alla sala del quadro dove si può ammirare la preziosa tela di Paolo Veronese “La Cena di S. Gregorio Magno” con Gesù che, travestito da pellegrino, si rivela ai 12 poveri che il Santo era solito ospitare. Durante la cruenta battaglia del 1848, la tela fu tagliata dagli Austriaci in 32 pezzi. Fu restaurata e rimessa al suo posto 10 anni dopo. Ai lati due importanti dipinti di Alessandro Maganza, mentre nella chiesetta gotica si trova La Pietà di Bartolomeo Montagna.

Galleria fotografica. Lungo l'itinerario
Casa Natale di Santa Maria Bertilla Boscardin Madonna dei miracoli Lonigo Basilica Monte Berico
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