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Tutto pronto per l’evento speciale “Un Teatro da Gustare” di Anice Verde che si terrà alle ore 21, sabato 26 febbraio in via salaria 3 a Corato con lo chef Paolo Dalicandro.
Dal 25 al 27 marzo 2011 torna la rassegna gastronomica Azzurro come il pesce. Tanti i punti di ristoro dove poter gustare l’ottima qualità del pesce azzurro dell’Adriatico proposto secondo tradizione.
Alla Rocca di Gradara il “maghetto” più famoso del mondo e i protagonisti di tante fiabe. Una sorprendete mostra ci conduce nel mondo incantato della disegnatrice che ha dato un volto a Harry Potter.
Sabato 20 novembre, a Gradara una notte all'insegna della musica e della cultura.
Itinerario pubblicato il 2010-05-10, da 3DGIS Software Solutions
Un viaggio paesaggistico-culturale tra montagne, boschi, conventi, laghi e castelli.
L'itinerario che vi si propone parte da Rieti.
Umbilicus Italiae, come la definì l’erudito Marco Terenzio Varrone che li visse nel I secolo a.C. E’ una cittadina posta sulla riva destra del Velino, ricca di resti romani. Il centro di Rieti sorge su una collina al margine di una pianura, denominata Piana Reatina, che si estende per circa 90 kmq, a un'altitudine di 405 m. La piana anticamente era occupata delle acque del Lacus Velinus e fu bonificata in età romana aprendo un varco tra il calcare accumolatosi negli anni e, cadendo, presso Marmore, generando l'omonima cascata.
Il territorio conserva un fascino particolare, costituendo un'oasi di selvaggia bellezza che ha saputo mantenersi intatta: dai Santuari francescani, carichi di atmosfere mistiche, ai castelli; dai borghi che raccontano culture antiche e tradizioni mai abbandonate, alle sconfinate distese di oliveti; dai pendii, ora dolci ora scoscesi, ai monti impervi.
Cattedrale di S. Maria Assunta.
Forse San Francesco fu qui presente alla consacrazione di papa Onorio III nel 1216; la prima fondazione della chiesa risale ai secoli XII e XIV, a questo periodo datano la cripta, il campanile, il portico quattrocentesco, il portale mediano con fregio, e al sec. XVII il rinnovamento barocco nell’interno. Palazzo Papale : oggi sede vescovile, è così chiamato perché ospitò spesso i molti pontefici costretti a lasciare in fretta Roma a causa di guerre, rivolte e invasioni. Nell’atrio si trovano splendide e severe volte gotche; nella Loggia, al primo piano, una lapide ricorda il matrimonio, celebrato a Rieti nel 1185, tra Costanza d’Altavilla, figlia di Ruggero di Sicilia, ed Enrico IV, successore di Federico Barbarossa. Arco del Vescovo, realizzato al tempo di Bonifacio VIII, collega il palazzo alla Cattedrale. Mura medievali risalenti al’200 e scandite da torri semicilindriche e quadrate.
Abbazia di Santa Maria di Farfa.
Adagiata tra gli ulivi, l’abbazia fu fondata su di un tempio pagano da San Lorenzo Siro (420) giunto in Italia dalla Siria. Devastata dai Longobardi (sec.VI), fu ricostruita da S. Tommaso da Marienna (680) che vi impose la Regola Benedettina. Ne l Medioevo l’abbazia, celebre per la qualità dei codici e del suo scriptorium, ebbe potenza e splendore e godette della protezione di Carlo Magno. Occupata dai Saraceni (898), ritornò ai suoi passati splendori sotto l’abate Ugo I (997-1038) che abbracciò la riforma cluniacense. Durante la lotta per le investiture l’Abbazia si schierò con Enrico IV (1072) e passò sotto la protezione imperiale. Il suo declino ebbe inizio verso la metà del XII sec. e si accentuò durante il periodo della Commenda. In seguito fu aggregata alla Congregazione Cassinese (1567) che migliorò in parte la sua condizione. I francesi la saccheggiarono e la soppressero (1798) . Nel 1921 l’Abbazia venne ripopolata da alcuni monaci benedettini. E’ monumento nazionale.
Convento della Foresta.
A 520 metri sui monti Reatini, piccolo centro costituito dalla chiesetta duecentesca dedicata a San Fabriano e dalla comunicante chiesa seicentesca di Santa Maria; il raccolto complesso conventuale è organizzato attorno al chiosco quattrocentesco e alla casa del curato: tutt’intorno il Bosco Sacro. L’insieme è di una tale commovente suggestione che si capisce come S. Francesco qui forse compose il Cantico delle Creature.
Attraverso il monte Terminillo si giunge a Leonessa, posta a metri 968, tra faggete e prati.
Il primo nucleo abitato risale al VIII secolo, in periodo longobardo. Il 16 luglio 1278 è considerato l’anno di fondazione della città di Gonessa, da parte di Carlo I d’Angiò: il nome deriva dalla località di Gonesse, poco a nord di Parigi, particolarmente cara agli allora Reali di Francia. Gonessa rappresentò l’estremo baluardo a nord del Regno di Napoli, che comprendeva anche l’Abruzzo. Era una roccaforte a guardia delle turbolenti aspirazioni espansionistiche del limitrofo stato della Chiesa e si chiamò Agonessa, Ligonessa, Ligonissa, Lionessa e infine Leonessa. Nel 1442 la città venne ceduta allo Stato della Chiesa da Alfonso I d’Aragona. Nel 1539 Carlo I d’Asburgo, padre di Margherita d’Austria, che in quell’anno andò sposa ad Ottavio Farnese, operò la trasformazione feudale di Leonessa. Margherita si fece molto amare dai suoi sudditi e soggiornò spesso in città, cui regalò nel 1548 la bella fontana di piazza, tuttora esistente. Nel 1600 Leonessa attraversò una lenta decadenza economica e finalmente, con la legge antifeudale del 1806, tornò ad essere libero comune. La cittadina ha mantenuto il suo aspetto caratteristico, con strade fiancheggiate da palazzetti, molti di nobile fattura, impreziositi da porte e finestre in conci di pietra elegantemente lavorati. Tutte le vie confluiscono nell’«aringo» in fondo al quale domina la chiesa di S. Pietro.
Chiesa di San Pietro.
Ha una facciata monumentale a coronamento orizzontale in pietra locale rossa, detta «mandorlata» e un bel campanile. L’edificio del trecento, è costituito da due chiese sovrapposte e da un loggiato.
Chiesa di San Francesco.
Fu costruita nel 1281 in stile romanico-abruzzese con la facciata in pietra rossa locale. L’interno, maestoso per ampiezza e leggiadria, presenta nell’abside centrale un tabernacolo ligneo dorato, adorno di numerose statuine e sorretto da quattro grossi leoni in noce del XVII sec. Sulla parete destra si trova la famosa Cappella del Presepe al cui interno si può ammirare un Capolavoro di terracotta policroma del 1501 – 1503, opera di artigiani abruzzesi, popolato da 36 personaggi posti in tre livelli diversi. Nella parte sottostante la cappella, in quello che era un pollaio, sono stati scoperti pochi anni fa la chiesa originale e gli affreschi della fine del XIV secolo.
Castello di Rocca Sinibalda.
Costruito dall’architetto militare Baldassare Peruzzi sopra il borgo omonimo. Giro panoramico del lago di Turano e sosta nel paesino medievale di Colle di Tara.
Convento di Fonte Colombo in un bosco di lecci.
Nel luogo, semplice e umile, Francesco fece tappa almeno tre volte, la prima, fu quando, risalendo il fianco boscoso del monte, vi scoprì una sorgente di acqua limpida e la chianò Fons Colombarum. La seconda volta, nel 1223, dopo 40 giorni di digiuno e meditazione, dettò la regola dell’Ordine Francescano. Infine nel 1225, un anno prima di morire, per farsi curare la malattia agli occhi che l’aveva reso cieco.
Convento di Greccio.
Luogo di intensa suggestione, si erge in un crostone di roccia fra un
fitto lecceto. Qui San Francesco dimorò varie volte nel 1217 e qui avrebbe dato origine alla tradizione del Presepio, allestito per la prima volta nel Natale del 1223 nella cappella che ancora oggi porta questo nome. Il complesso è il susseguirsi di piccoli ambienti, legati l’uno all’altro da scale in legno e angusti corridoi,culminanti nella Loggetta sulla Piana Reatina e i Laghi. Oltre alla cappella del Presepio, ci sono la cucina, il refettorio, il dormitorio del Santo, la duecentesca chiesina di San Francesco, l’attiguo oratorio e il dormitorio di San Bonaventura.
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